CORTE SUPREMA BLOCCA UN’ESECUZIONE

WASHINGTON – «Sia benedetto il Signore Gesù, Dio sia lodatato», queste le parole di Duane Edward Buck quando la mano del boia si è fermata all’ultimo minuto la notte scorsa in Texas. La comunicazione secondo cui la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del condannato è arrivata appena in tempo per salvargli la vita. Le guardie carcerarie hanno comunicato all’afroamericano che l’esecuzione era stata sospesa e che veniva trasferito nuovamente nel cella del braccio della morte. 20110916_duane_buck.jpgI sommi giudici americani infatti ora deciso di valutare l’istanza presentata dagli avvocati di Buck, che sostengono che il proprio assistito è stato vittima di discriminazione razziale al momento del primo processo. La richiesta di sospensione era stata inoltrata anche a Rick Perry, il governatore del Texas che ha tutti i riflettori puntati su di lui da quando è diventato in poche settimane il principale candidato repubblicano a sfidare Barack Obama nel 2012. Entusiasta sostenitore della pena capitale – da quando ha assunto la guida del Texas 11 anni fa sono stati messi a morte 235 condannati – Perry non è intervenuto, anche perchè due giorni fa la commissione dello stato per la grazia si era opposta ad ogni intervento in favore dell’uomo condannato per aver ucciso nel 1995 l’ex fidanzata e il suo nuovo compagno. Invece è arrivata la comunicazione da Washington quando il detenuto aveva già consumato il suo ultimo pasto, macabro rito puntualmente registrato, anche con i dettagli delle portate, dalla stampa americana. Soddisfatti, naturalmente, gli avvocati di Buck che da anni chiedono un nuovo processo ricordando come uno degli esperti dell’accusa disse alla giuria del primo processo che è provato che imputati neri o ispanici hanno maggiore tendenza a ripetere il crimine se scarcerati. «Nessuno deve essere messo a morte sulla base di un processo inquinato da considerazioni razziste» ha dichiarato l’avvocato Katherine C. Black ricordando come sul caso Buck si sia espresso nel 2000 il senatore repubblicano John Cornyn, che allora era attorney general del Texas. Corney allora inserì Buck nel gruppo di sette condannati a morte per i quali considerava necessario un nuovo processo per fugare i dubbi di discriminazione razziale. Agli altri sette fu concesso il nuovo processo, ma non a Buck. «Noi vogliamo essere sicuri che non venga messo a morte per il colore della pelle», ha aggiunto l’avvocato Black che nei giorni scorsi ha ottenuto un insperato appoggio alla sua crociata. Linda Geffin, ex vice procuratore della contea di Harris dove è stato processato Buck, ha anche chiesto che la sua esecuzione fosse bloccata.

CORTE SUPREMA BLOCCA UN’ESECUZIONEultima modifica: 2011-09-17T00:20:00+02:00da ellia1
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