27ENNE UCCIDE I GENITORI MASSACRANDOLI A CALCI E PUGNI

È accusato di aver ucciso i genitori in un raptus. Prima li avrebbe aggrediti a mani nude. Poi, forse, anche usando un oggetto contundente. Quindi li avrebbe finiti legando loro intorno alla testa sacchetti di plastica chiusi con del nastro adesivo. Pugni, calci, ginocchiate e gomitate hanno sfigurato i corpi e i volti di Piero e Alba, 65 e 62 anni. Sono tutti colpi consentiti nel muay thai, l’arte marziale di cui è esperto Marco Antonelli che, per i carabinieri, in questo modo tentava di sfogare la sua aggressività. Una violenza che, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, nella villetta di Gavardo, il 27enne avrebbe riversata in tutto il suo orrore sui genitori, con i quali da sempre aveva un rapporto problematico e conflittuale. Ora, dopo indagini complicate, ma brevi e mirate, il 27enne Marco si trova in carcere in attesa della convalida.

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L’ACCUSA. Nella mattinata di venerdì, dopo un interrogatorio durato tutta la notte, è stato fermato dai carabinieri di Brescia con l’accusa di duplice omicidio. Il 27enne non ha confessato il terribile assassinio di cui è sospettato. Stando al suo legale, l’avvocato Federico Letinic, Marco «capisce di trovarsi in una situazione molto traumatica, sia per il fatto di aver perso i genitori, sia per essere sottoposto ad un procedimento penale. È sconvolto e in stato di shock». Sono stati due gli elementi chiave che hanno permesso agli investigatori di arrivare alla svolta. Per prima cosa i vestiti che il 27enne indossava la sera di mercoledì, quando i carabinieri della stazione di Gavardo lo avevano portato in caserma dopo averlo beccato a comprare pochi grammi di hashish da uno spacciatore egiziano. Una maglietta azzurra, pantaloni a pinocchietto e scarpe da ginnastica bianche che non sono stati ritrovati dagli investigatori, i quali ieri hanno scandagliato anche il fiume Chiese per trovare eventuali prove. Per i carabinieri, il 27enne indossava quei vestiti durante la brutale aggressione e per questo li avrebbe fatti sparire.

IL SANGUE. Poi ci sono le tracce di sangue non visibili ad occhio nudo di cui è disseminata la villetta della famiglia Antonelli: dal piano terra, scena dell’omicidio, portano a quello superiore, dove Marco abitava da solo. Una pista che, grazie ai rilievi della scientifica, ha portato dritta all’appartamento del 27enne. Ricostruita a grandi linee la dinamica del duplice omicidio, resta da capire il movente che avrebbe portato il 27enne a uccidere sua madre e suo padre. Sembra ormai certo che in passato c’erano già stati episodi che avevano preoccupato particolarmente i coniugi Antonelli: in un paio di occasioni c’erano stati anche contatti fisici durante i litigi tra il padre e il figlio Marco, che parenti e vicini di casa non hanno esitato a definire solitario, schivo, introverso e taciturno, «strano». Da un lato, quindi, c’erano due genitori affermati, conosciuti e benvoluti; dall’altro Marco, che non aveva finito l’università, che non aveva un lavoro, che non aveva una normale vita sociale. Nel mezzo c’è un tremendo omicidio.

27ENNE UCCIDE I GENITORI MASSACRANDOLI A CALCI E PUGNIultima modifica: 2012-06-02T09:35:38+02:00da ellia1
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